
Calabria · Tropea, Scilla, Pizzo
Borghi di Calabria
Il Sud che non ti aspetti, sospeso tra rupe e mito
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Una costa che gli antichi chiamavano degli Dei, un villaggio di pescatori cresciuto sugli scogli, un castello che custodisce gelato e tragedie. Tropea, Scilla e Pizzo non sono mete da spuntare: sono tre modi diversi di guardare lo stesso mare turchese, e di lasciarteli raccontare da chi ci è cresciuto.
C'è una Calabria che fa rumore di cartolina e una che parla sottovoce, e noi cerchiamo la seconda. A Tropea ti portiamo sul ciglio della rupe di tufo all'ora in cui il sole cala dietro lo Stromboli, e mentre il borgo si tinge di rosa i nostri tour lead ti indicano laggiù, sull'isolotto, il santuario di Santa Maria dell'Isola: un monastero benedettino aggrappato alla roccia, dove la leggenda vuole che una statua lignea della Madonna sia approdata dal mare. Più in là si apre la Costa degli Dei, e qualcuno ti dirà, con un mezzo sorriso, che a fondarla fu Ercole in persona. Ci credi a metà, ma intanto te lo ricorderai per sempre.
A Scilla il mito si fa quasi tangibile. Davanti a te lo Stretto, e da qualche parte in quelle correnti Omero immaginò Scilla, la ninfa trasformata in mostro a sei teste dalla gelosia della maga Circe, condannata a terrorizzare i marinai di fronte a Cariddi. Sotto il castello dei Ruffo si stringe Chianalea, il quartiere dei pescatori: case che pescano direttamente nell'acqua, barche legate agli usci, vicoli che sembrano canali. Qui la pesca del pesce spada è un rito antico di secoli, fatto ancora con le passerelle alte sulle barche-spadara, e a sera lo gusti in un panino mangiato sul molo, con i piedi quasi nell'onda.
Poi c'è Pizzo, arroccata sul suo sperone affacciato al golfo di Sant'Eufemia. Nel castello aragonese, nel 1815, fu imprigionato e fucilato Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e re di Napoli: una storia che i nostri tour lead raccontano nelle stesse stanze in cui accadde. E poi il dolce: il Tartufo di Pizzo, nato per pura improvvisazione quando un gelatiere, rimasto senza stampi durante una festa, prese a modellare le palle di gelato con le mani, nascondendoci dentro un cuore di cioccolato fuso. Un errore diventato leggenda, oggi tutelato come IGP.
Prossime partenze
Prossime partenze in arrivo — scrivici per le date e informazioni.
Cosa vivrai
Tropea sulla rupe al tramonto
Il santuario di Santa Maria dell'Isola sospeso sul mare e la Costa degli Dei che si accende mentre il sole cala dietro lo Stromboli.
Chianalea, il borgo sull'acqua
Il quartiere dei pescatori di Scilla, case e barche tra gli scogli, e un panino di pesce spada gustato sul molo all'imbrunire.
Il Tartufo dove è nato
A Pizzo, nella piazzetta sul golfo, il gelato IGP dal cuore di cioccolato fuso: nato da un errore, diventato leggenda.
Civita e le Gole del Raganello
Un borgo arbëreshë dove si parla ancora albanese e i comignoli scolpiti vegliano su un canyon scavato nella roccia.
Le storie dei borghi
Ogni borgo del viaggio custodisce una storia. Ecco quelle che il tuo tour lead ti farà rivivere.
01Tropea — Gli dèi e la Madonna sullo scoglio
La tradizione vuole che fosse Ercole in persona, di ritorno dalle sue fatiche, ad approdare su questa riva e a consacrarla: da allora il tratto di costa tra Tropea e Capo Vaticano si chiama Costa degli Dei, perché sembrava troppo bella per appartenere ai soli mortali. Su un isolotto di tufo a picco sul mare, i monaci benedettini eressero invece il santuario di Santa Maria dell'Isola, dove la leggenda fa approdare dal mare una statua lignea della Madonna, accolta come un dono delle onde.
Il tuo tour lead ti porta sul ciglio della rupe nell'ora in cui il sole cala dietro lo Stromboli e il borgo si tinge di rosa. Da lassù il santuario sembra galleggiare sull'acqua, e mentre l'aria sa di salsedine e di cipolla rossa appena tagliata capisci perché qui, da tremila anni, si continua a parlare di dèi.
02Scilla — Il mostro dello Stretto e il borgo che pesca nell'acqua
Nell'Odissea, lo Stretto è guardato da due flagelli dei naviganti. Da una parte il gorgo di Cariddi che inghiotte le navi; dall'altra Scilla, una ninfa bellissima che la gelosia della maga Circe trasformò in un mostro a sei teste, condannato a ringhiare dalla rupe e a ghermire i marinai di passaggio. Omero la immaginò proprio qui, sotto la rocca dove oggi veglia il castello dei Ruffo, di fronte alle correnti che ancora ribollono al cambio di marea.
Ai piedi del castello si stringe Chianalea, il quartiere dei pescatori: case che affondano le fondamenta nell'acqua, barche legate agli usci, vicoli stretti come canali. Qui la pesca del pesce spada è un rito vecchio di secoli, fatto ancora dalle passerelle alte delle barche-spadara. Il tour lead ti fa scendere quando i gruppi sono già ripartiti, e a sera gusti quel pesce in un panino mangiato sul molo, con i piedi quasi nell'onda e il mito che ti soffia sul collo.
03Pizzo — Un re fucilato e un gelato nato per errore
Nel castello aragonese arroccato sul golfo di Sant'Eufemia, nell'ottobre del 1815, finì un regno. Gioacchino Murat, brillante maresciallo di Napoleone e re di Napoli, sbarcò a Pizzo nel disperato tentativo di riprendersi il trono: catturato, fu processato in fretta e fucilato proprio tra quelle mura. Il tuo tour lead ti racconta la sua ultima ora nelle stanze in cui accadde, dove ancora oggi si respira il peso di quella tragedia.
Ma Pizzo sa anche addolcire la storia. Si narra che durante una festa un gelatiere rimase senza stampi e, per non deludere i clienti, prese a modellare le palle di gelato con le mani, nascondendoci dentro un cuore di cioccolato fuso: nasceva così il Tartufo di Pizzo, un errore diventato leggenda e oggi tutelato come IGP. Lo assaggi dove è nato, nella piazzetta affacciata sul mare, mentre il cioccolato cola tiepido al primo morso: è il modo più dolce che la Calabria conosca per salutarti.
Tra mito greco e re napoleonici
Greci, Normanni, Aragonesi e Borbone hanno lasciato su questo tratto di Tirreno una stratificazione di leggenda e storia: si naviga dentro i versi di Omero e si entra nelle stanze dove finì un regno. Ecco le tappe che il tuo tour lead ti farà toccare con mano.
- VIII sec. a.C.
Omero e il mostro Scilla
Nell'Odissea lo Stretto è guardato da due flagelli dei naviganti: Scilla, la ninfa mutata in mostro a sei teste, di fronte al gorgo di Cariddi.
- XII sec.
Il santuario sulla rupe
Sull'isolotto di Tropea si consolida Santa Maria dell'Isola, antico cenobio benedettino aggrappato alla roccia a picco sul mare.
- 1492
Il Castello Aragonese di Pizzo
Ferdinando I d'Aragona fa erigere a Pizzo la fortezza quadrangolare affacciata sul golfo di Sant'Eufemia, su una torre già trecentesca.
- 1815
La fine di Murat
Il 13 ottobre Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e re di Napoli, è processato e fucilato nel castello di Pizzo dopo lo sbarco fallito.
- 1960 ca.
Il Tartufo diventa leggenda
A Pizzo un gelatiere senza stampi modella a mano le palle di gelato con un cuore di cioccolato fuso: nasce il Tartufo, oggi IGP.
Il tour di gruppo Furore — da 20 a 50 partecipanti, su date fisse a calendario — attraversa Tropea, Scilla e Pizzo come tre capitoli di un solo racconto. I trasferimenti avvengono in pullman lungo la Costa degli Dei, con soste nei laboratori giusti e tavole scelte dal tour lead dedicato che accompagna il gruppo per tutta la durata del viaggio. A Tropea ci si concede il mare sotto la rupe prima di salire al santuario e si assaggia la celebre Cipolla Rossa IGP, dolce al punto da mangiarsi come un frutto; a Scilla si scende a Chianalea al momento giusto e il pesce spada arriva ancora caldo dalla barca; a Pizzo il Tartufo si gusta dove è nato, nella piazzetta sul mare. Per chi vuole spingersi oltre la cartolina, il programma include Civita, borgo arbëreshë sospeso sulle Gole del Raganello, dove da cinque secoli si parla ancora un'antica lingua albanese e i comignoli scolpiti raccontano una Calabria di altrove.
Ogni tappa ha il suo esperto del territorio integrato nel percorso del gruppo: persone nate qui, o che qui hanno scelto di restare, capaci di aprire porte che nessuna guida stampata conosce. Ci si iscrive scegliendo la data in calendario, e da quel momento il tour lead Furore coordina ogni dettaglio — trasferimenti, ingressi, tavole e soste — perché il gruppo viva i borghi calabresi davvero, non solo li attraversi.
La mappa del viaggio
Quando partire
Cosa è incluso
- Tour lead narratore dedicato
- Trasferimenti sul posto inclusi
- Alloggi di charme selezionati
- Esperienze e degustazioni in programma
- Assistenza Furore 24/7
Non incluso
- Viaggio a/r per la località di partenza
- Pasti non indicati nel programma
- Mance ed extra personali
- Assicurazione viaggio (facoltativa)
Dove dormirai
Scegliamo a mano ogni alloggio: niente catene anonime, ma luoghi con un'anima, nel cuore dei borghi o affacciati sul paesaggio.
Dimore storiche
Palazzi e case di pietra nel centro dei borghi, tra mura antiche e silenzio.
Boutique hotel
Piccoli hotel di charme, con vista, servizio curato e atmosfera intima.
Agriturismi e cantine
Ospitalità autentica tra vigne, ulivi e tavole vere, dove ti accolgono come a casa.

Il tuo tour lead
Non un accompagnatore qualunque: un narratore del territorio, nato qui o che ha scelto di restarci. Conosce le storie vere, le porte da aprire e i tempi giusti. È la persona che trasforma un bel viaggio in un ricordo indimenticabile.
La timeline del viaggio
- Partenza da Napoli
- Giorno 1
Tropea, la rupe e gli dei
Arrivo e passeggiata nel centro storico fino al belvedere sul santuario. Aperitivo con la Cipolla Rossa IGP e cena di pesce mentre il sole cala dietro lo Stromboli.
- Giorno 2
La Costa degli Dei
Giornata tra le cale più nascoste della costa, da Capo Vaticano alle spiagge di tufo, con bagno e pranzo in riva al mare in un luogo scelto per voi.
- Giorno 3
Scilla tra mito e mare
Trasferimento privato verso lo Stretto, il castello dei Ruffo e la discesa a Chianalea tra i vicoli dei pescatori. Pesce spada alla sera, sul molo.
- Giorno 4
Pizzo e il Tartufo
Risalita verso Pizzo, il castello di Murat e la sua storia napoleonica, poi il rito del Tartufo nella piazzetta affacciata sul golfo. Saluti sul mare.
- Rientro a Napoli
Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per i borghi di Calabria?
Tarda primavera (maggio–giugno) e inizio autunno (settembre): mare già caldo o ancora tiepido, luce splendida e borghi vivi ma senza la calca di agosto.
Quanti giorni dura il tour di Tropea, Scilla e Pizzo?
Il tour si svolge in 4–6 giorni: tempo sufficiente per vivere i tre borghi con calma, godere la Costa degli Dei e includere una giornata a Civita.
Come funziona l'iscrizione al tour?
Si sceglie la data preferita dal calendario Furore, ci si iscrive e si paga la quota. Il tour parte con un gruppo da 20 a 50 persone e un tour lead dedicato che segue il gruppo per tutta la durata del viaggio.
Come ci si sposta tra i borghi?
Con trasferimenti in pullman lungo la costa, coordinati dal tour lead: soste nei punti che un itinerario frettoloso salterebbe, e nessun dettaglio logistico lasciato al caso.
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