Ischia e il Golfo

Campania · Ischia, Procida

Ischia e il Golfo

L'isola verde dove l'acqua scotta e il tramonto diventa rosso

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Ischia · ProcidaLe isole
Prima colonia greca d'Occidente (~750 a.C.)Ischia
Ponte in muratura di 220 mCastello Aragonese
Mag–Giu · Set–inizio OttPeriodo migliore

A un'ora di mare da Napoli, Ischia è un'isola che fuma piano da sotto: acque termali che i Greci credevano divine, un castello su uno scoglio, un borgo di pescatori senza automobili. Accanto, Procida coi suoi colori pastello. Per noi non è un'escursione: è casa nostra, nel Golfo di Napoli.

La storia vera

Ischia è la più antica colonia greca d'Occidente, e lo si sente camminando. Quando i marinai di Eubea sbarcarono qui, intorno al 750 avanti Cristo, chiamarono l'isola Pithecusae e capirono subito una cosa: dalla terra saliva un calore che sapeva di prodigio. È in una tomba di Lacco Ameno che fu trovata la Coppa di Nestore, una tazza da vino con tre righe incise — fra le più antiche scritture in alfabeto greco che possediamo — che promette a chi la beve il desiderio della "Afrodite dalla bella corona". I nostri tour lead ti portano davanti a quella tazza, al Museo di Villa Arbusto, e ti raccontano perché un'isola di acqua bollente parlava già allora d'amore.

Il Castello Aragonese è il volto severo di questa storia. Sorge su uno scoglio di tufo verde, l'"insula minor", separato dall'isola maggiore da un eruzione di duemila anni fa e poi riunito da un ponte di pietra lungo più di duecento metri. Lo rifece imponente Alfonso d'Aragona nel 1441, e per secoli fu il rifugio di un'isola intera dalle incursioni dei pirati: dentro le mura vivevano migliaia di famiglie, conventi, tredici chiese. Ti facciamo salire piano, tra l'orto delle Clarisse e le terrazze a picco sul mare, finché sotto di te c'è solo il Golfo e capisci che certe pietre proteggono ancora.

Poi c'è Sant'Angelo, e qui l'isola si fa sussurro. È un borgo di pescatori dove le automobili non entrano: si lascia tutto in alto e si scende a piedi fino alla piazzetta, mentre dal porticciolo una sottile lingua di sabbia conduce alla Torre, lo scoglio che chiude la baia. Dietro, la spiaggia dei Maronti e le fumarole: punti dove il vapore vulcanico esce dalla sabbia così caldo che i pescatori, da sempre, ci cuociono il pesce sotto la rena. Te lo mostriamo al tramonto, quando i mariti riportano le barche e il borgo torna, per un'ora, esattamente quello di cent'anni fa.

Prossime partenze

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Cosa vivrai

01

Il Castello Aragonese sullo scoglio

Una fortezza su un isolotto di tufo verde, raggiunta da un ponte di pietra: terrazze a picco sul Golfo e secoli di rifugio dai pirati.

02

Sant'Angelo senza automobili

Il borgo di pescatori più dolce dell'isola, la lingua di sabbia verso la Torre e le fumarole dei Maronti, dove il vapore esce caldo dalla rena.

03

Terme nel verde, sul mare

I Giardini Poseidon nella baia di Citara o il Negombo a San Montano: acque vulcaniche tra 28 e 40 gradi, una sosta imperdibile nel programma del gruppo.

04

Il tramonto del Soccorso

La chiesa bianca di Forio sospesa sull'acqua che si accende di rosso al tramonto, dopo i giardini musicali di La Mortella.

Racconti

Le storie dei borghi

Ogni borgo del viaggio custodisce una storia. Ecco quelle che il tuo tour lead ti farà rivivere.

Il Castello Aragonese — La poetessa sullo scoglio01

Il Castello Aragonese — La poetessa sullo scoglio

Su uno scoglio di tufo verde, staccato dall'isola da un'eruzione di duemila anni fa e ricucito alla terraferma da un ponte di pietra lungo più di duecento metri, vegliava un tempo una rocca intera: 1.892 famiglie, tredici chiese, il convento delle Clarisse, un vescovo e una guarnigione, al sicuro dalle scorrerie dei pirati. Alfonso d'Aragona la rese fortezza nel Quattrocento, ma il suo cuore più segreto resta una donna: Vittoria Colonna, la più grande poetessa del Rinascimento italiano, che qui visse dal 1501 al 1536.

Tra queste mura sposò Fernando d'Avalos e, rimasta vedova, ne fece un cenacolo di artisti e poeti: Michelangelo le scriveva sonetti e versi d'amore. Il tuo tour lead ti fa salire piano, tra l'orto delle Clarisse e le terrazze a picco sul mare, finché sotto i piedi non resta che il Golfo: è lì, dove il vento porta ancora odore di sale, che capisci perché certi versi potevano nascere solo da uno scoglio sospeso tra cielo e acqua.

Pithecusae e la Coppa di Nestore — Le prime parole d’Occidente02

Pithecusae e la Coppa di Nestore — Le prime parole d’Occidente

Intorno al 750 avanti Cristo, marinai venuti da Eubea sbarcarono su quest'isola e la chiamarono Pithecusae: fu il primo insediamento greco stabile d'Italia, un emporio dove convivevano Greci, Etruschi e Fenici e da cui l'alfabeto si diffuse in tutto l'Occidente. In una tomba della necropoli di San Montano, a Lacco Ameno, l'archeologo Giorgio Buchner trovò una piccola tazza da vino, una kotyle larga appena dieci centimetri, con tre righe incise da destra a sinistra: una delle più antiche scritture greche che possediamo, e il primo frammento di poesia giunto fino a noi.

I versi promettono a chi beve da quella coppa il desiderio della "Afrodite dalla bella corona". Pensaci: su un'isola di acqua bollente, prima ancora di Cuma e di Roma, qualcuno scriveva già d'amore. Il tuo tour lead ti porta davanti a quella tazza, al Museo di Villa Arbusto, e in quella vetrina silenziosa senti che l'Italia, le sue parole, sono nate proprio qui.

I Giardini La Mortella — Il giardino nato da una passione03

I Giardini La Mortella — Il giardino nato da una passione

Nel 1949 il compositore inglese William Walton e la giovane moglie argentina Susana approdarono a Forio e si innamorarono di una gola vulcanica piena di rocce e di mirti selvatici. Comprarono quella terra impossibile e, dal 1956, cominciarono a inventarci un giardino: lo chiamarono La Mortella, dalle "mortelle", i mirti che crescevano fra le pietre. Il disegno fu del grande paesaggista Russell Page, ammiratore della musica di Walton, ma fu Susana a dargli vita, dedicandogli per oltre cinquant'anni un'energia leggendaria.

Oggi La Mortella è uno dei giardini più belli del mondo, e un teatro greco affacciato sul mare dove i ragazzi delle orchestre suonano fra le palme. Il tuo tour lead ti ci accompagna in un pomeriggio lento: cammini tra felci arboree e ninfee mentre, da qualche parte fra le fronde, una nota di pianoforte si alza nell'aria tiepida. Allora capisci che questo non è solo un giardino, ma una storia d'amore ancora viva.

La storia

Dalla prima colonia greca all'isola dei poeti

Ischia è la più antica colonia greca d'Occidente: prima ancora di Cuma, qui si fondeva il ferro, si scriveva in alfabeto greco e si raccontava già d'amore. Strato dopo strato — Greci, Romani, Aragonesi — il Golfo ha lasciato tracce che il tuo tour lead ti fa toccare con mano.

  1. ~750 a.C.

    Pithecusae, la prima colonia d'Occidente

    Marinai euboici da Calcide ed Eretria sbarcano e fondano a Lacco Ameno Pithecusae, primo insediamento greco stabile dell'Italia: un emporio dove convivono Greci, Etruschi e Fenici.

  2. fine VIII sec. a.C.

    La Coppa di Nestore

    Nella necropoli di Pithecusae viene deposta una kotyle rodia con tre versi incisi — tra le più antiche scritture greche d'Occidente — che promette a chi beve il desiderio di Afrodite. Oggi è al Museo di Villa Arbusto.

  3. 1441

    Alfonso d'Aragona e il Castello

    Alfonso V d'Aragona trasforma la rocca sullo scoglio in fortezza e la unisce alla terraferma con un ponte in muratura lungo 220 metri: per secoli rifugio dell'intera isola dalle incursioni dei pirati.

  4. 1956

    Nasce La Mortella

    A Forio Susana Walton, moglie del compositore inglese William Walton, avvia il giardino mediterraneo che chiamerà La Mortella, dai mirti tra le rocce; aprirà al pubblico nel 1991.

  5. 2022

    Procida Capitale della Cultura

    Procida è la prima isola a diventare Capitale italiana della Cultura, con il motto «la cultura non isola»: un anno di eventi che porta il piccolo borgo di pescatori al centro del Paese.

Il tour di gruppo Furore porta 20-50 partecipanti a scoprire Ischia e Procida su date fisse a calendario, con un tour lead dedicato che questo mare lo ha sotto casa: i trasferimenti sono organizzati, le barche prenotate, e le soste alle terme scelte per il gruppo — niente traghetti presi di corsa con la folla. Una mattina ai Giardini Poseidon, nella baia di Citara — sei ettari e oltre venti piscine sul mare, da 28 a 40 gradi — oppure al Negombo, raccolto nella conca della Baia di San Montano. Un pomeriggio ai Giardini La Mortella di Forio, nati nel 1956 dal sogno di Susana Walton, moglie del compositore inglese William Walton: la chiamò così per i mirti — «le mortelle» — che crescevano fra le rocce, e oggi è uno dei più bei giardini del mondo, con un teatro greco affacciato sul mare dove suonano i giovani delle orchestre. Le tavole sono scelte dal tour lead: si mangia il coniglio all'ischitana come si deve.

Il finale lo teniamo per la luce. A Forio il gruppo raggiunge la Chiesa del Soccorso quando il sole cala: tutta bianca, sospesa sull'acqua, lo stucco che si accende di rosso e — nelle sere fortunate — il raggio verde all'orizzonte. Se il calendario del tour prevede un giorno in più, una barca verso Procida: la Marina Corricella, le case a pastello con le loro arcate, i colori che ancora oggi i pescatori non possono cambiare a piacere perché servivano a riconoscere la propria casa dal mare. Procida è stata Capitale italiana della Cultura nel 2022 — la prima isola — e resta, semplicemente, vera. Ogni tappa ha il suo tour lead del posto: persone nate qui, che aprono porte che una guida stampata non conosce.

Ischia e il Golfo

La mappa del viaggio

Quando partire

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ago
set
ott
nov
dic
Da evitareBassaBuonaIdeale

Cosa è incluso

  • Tour lead narratore dedicato
  • Trasferimenti sul posto inclusi
  • Alloggi di charme selezionati
  • Esperienze e degustazioni in programma
  • Assistenza Furore 24/7

Non incluso

  • Viaggio a/r per la località di partenza
  • Pasti non indicati nel programma
  • Mance ed extra personali
  • Assicurazione viaggio (facoltativa)

Dove dormirai

Scegliamo a mano ogni alloggio: niente catene anonime, ma luoghi con un'anima, nel cuore dei borghi o affacciati sul paesaggio.

Dimore storiche

Palazzi e case di pietra nel centro dei borghi, tra mura antiche e silenzio.

Boutique hotel

Piccoli hotel di charme, con vista, servizio curato e atmosfera intima.

Agriturismi e cantine

Ospitalità autentica tra vigne, ulivi e tavole vere, dove ti accolgono come a casa.

Il tuo tour lead
Il tuo tour lead

Il tuo tour lead

Non un accompagnatore qualunque: un narratore del territorio, nato qui o che ha scelto di restarci. Conosce le storie vere, le porte da aprire e i tempi giusti. È la persona che trasforma un bel viaggio in un ricordo indimenticabile.

La timeline del viaggio

  1. Partenza da Napoli
  2. Giorno 1

    Da Napoli all’isola verde

    Traversata privata verso Ischia, sistemazione di charme e passeggiata al Castello Aragonese al pomeriggio, con la luce bassa sulle terrazze.

  3. Giorno 2

    Terme e giardini di Forio

    Mattina di relax ai Giardini Poseidon nella baia di Citara; nel pomeriggio La Mortella e, al calare del sole, la Chiesa del Soccorso.

  4. Giorno 3

    Sant’Angelo e i Maronti

    Discesa a piedi nel borgo senza auto, barca alle fumarole dei Maronti e pranzo di pesce sul porticciolo. Pomeriggio lento, come si deve.

  5. Giorno 4

    Procida a pastello

    Barca privata verso Procida: la Marina Corricella, Terra Murata e i vicoli a colori della Capitale della Cultura, prima del rientro.

  6. Rientro a Napoli

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per Ischia e Procida?

Da maggio a giugno e da settembre a inizio ottobre: mare caldo, terme piacevoli e isole vive ma senza la ressa di agosto. Le terme restano splendide anche in primavera.

Quanti giorni servono per visitare Ischia e Procida?

Consigliamo 4–5 giorni: il tempo per il castello, una giornata di terme, Sant'Angelo e una gita a Procida, senza correre e con spazio per il mare.

Come funziona l'iscrizione al tour di gruppo?

I tour partono a date fisse a calendario con gruppi da 20 a 50 persone: basta scegliere la data, iscriversi e il tour lead Furore si occupa di trasferimenti, barche e tappe. Niente organizzazione fai-da-te.

Come si arriva e come ci si sposta tra le isole?

Si parte dal porto di Napoli — casa nostra — con traversate e barche prenotate per il gruppo, e sull'isola con trasferimenti dedicati: niente attese, tutto coordinato dal tour lead.

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